Progetto definitivo per i lavori di consolidamento dei muretti in pietra tra Pradleves e Castelmagno

Interventi  lungo le provinciali 112 e 333 tra Pradleves, Campomolino e il santuario di Castelmagno in alta valle Grana

Uno dei muretti da ripristinare (foto settore Viabilità Provincia)

Cuneo – Passo in avanti per i lavori di consolidamento dei muretti in pietra lungo alcuni tratti della strada provinciale che risale la valle Grana. Dopo l’approvazione del progetto di fattibilità di metà novembre 2018, si passa ora al progetto definitivo. Il presidente della Provincia, Federico Borgna, ha approvato con decreto del 28 maggio il documento progettuale che ammonta a 200 mila euro. Si interverrà in due distinti punti sulle strade provinciali 112 e 333 tra Pradleves e Castelmagno dove alcuni muri di sostegno in cattivo stato di conservazione presentano significative deformazioni, dovute in parte alle molte infiltrazioni d’acqua che provengono dal versante montano soprastante.

Il primo punto si trova immediatamente sopra l’abitato di Pradleves, in un tratto in cui la strada è sostenuta, per una lunghezza di circa 50 metri, da un vecchio muro in pietrame a secco di circa 6 metri di altezza e la cui fondazione è lambita dal corso d’acqua. Il secondo punto che necessita un intervento  è più a monte, vicino al municipio di Castelmagno nell’abitato di Campomolino. Anche qui la strada è sorretta, per circa 40 metri, da un vecchio muro in pietrame a secco, ma di altezza variabile tra i 2 e i 5 metri. Le deformazioni murarie, pur risultando più contenute rispetto al primo sito, richiedono comunque analoghi interventi di consolidamento.

L’intervento progettuale prevede, in entrambi i luoghi di intervento, il consolidamento dei muri di sostegno mediante l’applicazione, su tutto il paramento verticale, di una rete metallica a maglie romboidali in acciaio ad alta resistenza, ancorata e messa in tensione grazie a chiodature profonde, spinte fino al raggiungimento del substrato roccioso, costituite da barre auto perforanti zincate. Tale soluzione, già applicata positivamente in diverse situazioni analoghe, consente di evitare le problematiche di una eventuale ricostruzione dei manufatti ammalorati (con prolungati tempi esecutivi e ripercussioni negative sull’utenza stradale) e presenta anche il vantaggio di mantenere pressoché invariato l’aspetto dei luoghi grazie alla “trasparenza” visiva consentita dalle caratteristiche della rete.

Il progetto prevede, quindi, per entrambi i muri da consolidare la ricostruzione di porzioni murarie pericolanti o disgregate, la fornitura e posa in opera di reti a maglia romboidale ad alta resistenza sulle superfici interessate di circa 300 metri quadrati, la chiodatura con barre auto perforanti zincate per uno sviluppo complessivo di circa 850 metri, l’inserimento di drenaggi per le acque di infiltrazione, iniezioni di boiacca cementizia dal piano stradale per consolidare il corpo stradale andando a riempire i vuoti presenti nel rilevato. Per uno dei due cantieri saranno necessari anche alcune rimozioni di rocce instabili sulle pareti o scarpate soprastanti il cantiere per poter poi lavorare in sicurezza e la posa di reti metalliche in aderenza a maglia esagonale, armate con funi in acciaio, su alcune porzioni di parete rocciosa particolarmente disgregate.

L’intervento è inserito nell’elenco delle opere il cui finanziamento sarà ricompreso nell’ambito del Piano Operativo del Fondo Sviluppo e Coesione Infrastrutture 2014/2020 (Fsc) Asse Tematico “D” il cui piano è stato approvato dalla Regione Piemonte con Dgr n. 36-7661 del 5 ottobre 2018 e le cui prime indicazioni operative sono state trasmesse con determinazione regionale n. 3527/2018.

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